L'EROE SILENTE
di Marco Del Gaudio
(Sostituto Procuratore della Repubblica
presso il Tribunale di Napoli)
Ieri (*), con estrema pacatezza, Marcello Dell’Utri ha tradotto in termini politici un ragionamento assai comune in una fascia non secondaria dell’elettorato.
Mangano è un eroe.
E ciò non “nonostante” sia stato condannato all’ergastolo per reati commessi in relazione ad attività di una organizzazione mafiosa, ma proprio per questo.
E’, infatti, un eroe perché, pur condannato all’ergastolo e perfino ammalato, non ha ceduto al «ricatto» dello Stato e non ha reso dichiarazioni. Non ha varcato la soglia. Non è diventato un collaboratore della Giustizia.
Chi frequenta il mio ambiente sa che si tratta, appunto, di una convinzione molto radicata, direi quotidiana.
Vi è una straordinaria assonanza – ad esempio – tra le dichiarazioni di Marcello Dell’Utri e le parole, certo meno forbite e meno dirette, del padre di Francesco Schiavone detto Sandokan, uno dei capi del clan dei casalesi, ossia di una tra le più potenti organizzazioni criminali d’Italia.
Il padre di Francesco Schiavone, è appena scomparso e ha lasciato, dunque, quasi un’eredità spirituale a suo figlio.
Anche lui, in occasione di una manifestazione per la legalità tenuta a Casal di Principe, alla presenza del Presidente della Camera, rivolse un messaggio non troppo coperto a suo figlio Francesco: “Sii eroe, non cedere al ricatto, sopporta da uomo la galera, non attraversare il guado della collaborazione con la Giustizia, non infangare il tuo nome e quello della tua famiglia”.
E si tratta della stessa musica che irrompe, suadente e prepotente, sparata a mille per i vicoli della città e dell’intera regione fino a coprire perfino il frastuono del traffico incessante e le voci allegre e disperate del popolo, quando con l’inconfondibile intonazione dei neo-melodici si costruisce poco a poco la figura dell’eroe camorrista romantico, detenuto ma impavido, austero e coraggioso nel rispetto del patto con la sua famiglia.
O quando, all’opposto, si canta degli “infami” collaboratori, di chi s’è venduto il nome e la sua immagine e, ancora, di chi è costretto alla fuga, inseguito dalle accuse di un pentito.
E’ lo stesso coro di immagini, voci, sentimenti, che ritrovo sugli screensaver dei cellulari dei ragazzi, dai quali occhieggia l’immagine di Cosimo Di Lauro, griffato e ammanettato, che rassicura tutti con la sua presenza: lui non parlerà. Non è come gli altri: è un eroe silente.
E’ la stessa, imbarazzante convinzione che leggo nei volti, mai smarriti, di chi assiste al sopralluogo giudiziario, poche ore dopo una feroce esecuzione camorristica, avvenuta dinanzi a tutti.
Tutti eroi, che resistono alla tentazione di urlare il nome di chi ha scambiato la loro casa per il far west, di chi terrorizza e comanda, di chi è pronto a rimanere in silenzio, irridente e quadrato, quando sarà incarcerato.
La stessa incrollabile certezza sulla necessità ineludibile del silenzio e della cristiana sopportazione che si legge nelle alzate di spalle degli imprenditori taglieggiati, muti come pesci, anche di fronte all’evidenza delle loro voci, catturate di nascosto mentre si piegano ancora una volta a pagare.
Ed è ancora, la stessa muta ammirazione che aleggia in aula, quando tutti si danno convegno in udienza, a sostenere con lo sguardo il capozona in gabbia, eroe silente impegnato in una lotta, per definizione impari, con i magistrati del brand DDA, i pentiti infami, le intercettazioni vili: ogni giorno gli stessi nemici di sempre.
Gli stessi che tornano nel progetto politico di Marcello Dell’Utri.
_____________
(*) Pubblichiamo intenzionalmente questo articolo con alcuni giorni di ritardo, per evitare che la sua pubblicazione possa essere ritenuta una forma di nostro coinvolgimento nella campagna elettorale
La strumentalizzazione di fatti drammatici avvenuti nei giorni scorsi, da parte delle tevevisioni (e anche giornali) è stata davvero vomitevole. Da nausea.
Prego lassù che vinca il Sig.Alemanno così, dopo esserci finalmente liberati dei servizi martellanti di Fede sugli anziani che non superano la terza settimana, dei servizi sulla monnezza (fede + studio aperto+tg5), dei quotidiani servizi sul degrado di Roma (studio Aperto) finalmente ci libereremo dei servizi sull'emergenza criminalità della città di Roma(tg1-tg2-studio aperto,fede). Perchè quella che avviene nel resto d'Italia non fa notizia,pare. Uno stupro a Milano non è come uno stupro a Roma. La Moratti dorma sonni tranquilli.
E non c'è certo bisogno di un Grillo o un Travaglio per rendersi conto in quale stato penoso è ridotta l'informazione in Italia.
Mezzo di propaganda a tutti gli effetti.
Ah, tra parentesi,pare che la monnezza sia sparita con un "puff".
..... e comunisti che vengono.
(lo confesso:PER UN NANOSECONDO ho pensato che "sì dai quest'anno Sivlio non sarà quello di una volta...é cambiato". Poi ho acceso la tv)
Ogni volta che mi dico "dai ,basta! Questa è l'ultima volta che parlo di Belrusconi" alla fine spunta sempre qualcosa di nuovo e godurioso..
Porta a Porta
«“La scoperta che c’è un’Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L’Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L’Italia del 25 luglio, l’Italia dell’8 settembre, e anche l’Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l’avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni.»
(26 marzo 2001).
E tante cose Indro, per fortuna, non le ha viste nè sentite.
Ora capisco cosa fossero le comiche finali......
(immagine riservata ad un pubblico adulto)
......
(scusate non lo faccio più.)
Nel paese in cui vivo (ITALIA) c'è un ordine e precisamente l'ordine dei medici di Napoli, che si riunisce per discutere e prendere una importante decisione.
In un paese (ITALIA) dove la sanità va a puttane, dove accade questo ma pure questo e altro, dicevo, il suddetto ordine si riunisce e perde tempo per discutere :
SULLA EVENTUALE RADIAZIONE DALL'ALBO DI LINA DEL GRANDE FRATELLO ,LA QUALE FACENDO SESSO NELLA CASA AVREBBE SCREDITATO LA CATEGORIA POICHE' UNA DOTTORESSA NON PUO' COMPIERE UN SIMILE GESTO IN PUBBLICO.
.
L'iran non è poi così lontano.Fra qualche anno emigro.

Di solito comunque il Festival non lo vince mai il sueperfavorito.
Nemmeno quest'anno è successo.
Ed infatti la Sig. Anna d'Alessio, che c'ha una spocchia degna del migliore calcio in culo(e per fortuna che lei, come ha voluto precisare nella prima puntata ,a differenza di tutte quelle che si credono "fighe",insomma, lei che viene da Sora ci tiene a stratiene a ribadirlo eh...), è arrivata seconda. Guardaunpò. Strano che poi (con cambio d'abito annesso) abbia fatto lo stesso discorso che le avevano preparato per la sicura premiazione, condito da un :"Lo dico ora perchè non lo avevo mai detto in televisione: Giggggi ti amo!!!"
Bordata di fischi.
A me la Sig. Tatangelo fa paura.E' il prototipo del sottoprodotto della sotto-non-cultura cafona ed esaltata che regna in Italia.
E Berlusconi vincerà.
(e va bè la canzone nn si discute: non s'affronta proprio, ma questo che c'entra con Sanremo?!)

Dunque, è circa un mesetto che sto inanellando dei sabati sera da far invidia alla più scalmanata
casalinga di Voghera. E per non farmi mancare proprio nulla, stasera l'ho trascora sciroppandomi ogni
terribile minuto del Festivàl. Masochismo puro. Dicono che è la stagione meno vista degli ultimi 15 anni.
E ho detto tutto. Anzi no, non ho detto tutto.
Per chi volesse un sunto proprio striminzito ma che in sè comprenda tutta la drammaticità del festival di quest'anno (e del mio sabato sera) eccolo: le canzoni di Little Tony, Toto Cutugno e Amedeo Minghi di fronte a quelle dei Tiromancino, Finley e Meneguzzi sono dei capolavori.
Il vincitore morale è comunque lui.
La vera rivelazione del Festival è lui: Federico Zampaglione.
Ieri sera al dopofestival il dispensatore di molliche di arte (pure cinematografica) si è rivelato
per quel che è: un burino roso dall'invidia.
Dispiace doverlo dire: i Tiromancino sono finiti, e quello che erano non è certo per merito di questo qui.
La lite con Frankie, reo di aver espresso un suo giudizio personale a seguito di una domanda ben precisa, è davvero illumianante.

Sentir parlare di pareggio e grande coalizione, uno che ha fatto di tutto per non rimandare le elezioni di alcuni mesi e costringerci ad andare al voto con la stessa legge elettorale, fa proprio voglia di dire, grazie.
http://www.corriere.it/politica/08_febbraio_22/berlusconi_matrix_ad10e62c-e174-11dc-b2e4-0003ba99c667.shtml